In scena fino al 29 marzo 2026, con EURIDICE AXEN, GIULIO CORSO GIANLUCA FERRATO
LA RECENSIONE
La versione di A qualcuno piace caldo, firmata da Geppy Gleijeses e vista il 18 marzo al Teatro Manzoni di Milano, è il titolo iconico interpretato con l’esplicita volontà di proporre un allestimento diverso, in prosa, sia dal film di Billy Wilder sia dalle celebri trasposizioni musicali. Una scelta dichiarata in conferenza stampa (sui nostri profili social, trovate il reel di alcuni momenti significativi) che però non è risultata vincente sul palcoscenico.
Partiamo dai personaggi: nel film originale Joe e Jerry, per sfuggire ai gangster, si travestono da donne, entrano a far parte di un’orchestra femminile e assumono i nomi di Josephine e Daphne. Jerry, in particolare, non ama l’idea del primo nome che per assonanza l’amico gli propone, ovvero Geraldine, e dunque, sceglie Daphne, dando vita a uno dei giochi d’identità più iconici di sempre.
Nello spettacolo visto al Manzoni, c’è dunque una doppia “licenza”: Joe diventa Joe/Dafne interpretato da Gianluca Ferrato, mentre il personaggio che nella memoria collettiva è Jerry viene rielaborato come Tony/Josephine, affidato a Giulio Corso.
Questo intervento sui nomi da subito disorienta lo spettatore. “Ma non si chiamava Jerry?” ho chiamaramente sentito dire da una signora seduta dietro di me, ma l’altra amica accanto le ha ricordato che “Joe è Josephine” per poi sussurrare che forse si ricordava male.
Anche la figura di Zucchero, nelle mani di Euridice Axen, è più un omaggio a Marilyn Monroe, riconoscibile in gesti, voce e postura, che una interpretazione del personaggio: una caratterizzazione che approda all’imitazione, seppur raffinata e precisa, sacrificando una lettura più intima e profonda delle fragilità della donna bellissima che cerca la persona che la ami in modo autentico e incondizionato.
Sul versante maschile, il personaggio che nel film era Jerry, che qui si chiama Tony e poi Josephine, interpretato da Giulio Corso, accentua moltissimo i registri comici, richiama la parlata del “milanese imbruttito” e segna la netta volontà di discostarsi dal personaggio orginale.

Sebbene convinca di più la comicità marcata di Gianluca Ferrato, ovvero Joe che in teoria dovrebbe essere Jerry e che diventerà Dafne, anche in questo caso, non emerge la complessità del personaggio, che non è soltanto divertente, ma racchiude una profonda fragilità.
In generale, è come se il mondo dei sentimenti più intimi resti in ombra: prevale la risata fugace, quadretti comici che strappano un sorriso, ma che non mostrano allo spettatore la vulnerabilità e la precarietà emotiva dei personaggi.
Anche il resto del cast, infatti, è chiamato a interpretare ruoli caratterizzati da una comicità immediata che, nel complesso, non permette di far emergere quelle contraddizioni e tenerezze che hanno reso celebre la storia dei due musicisti in fuga.
Nelle note di regia si legge il desiderio di raccontare “un titolo così unico e inimitabile” come “un’impresa da far tremare le vene ai polsi” e una sfida scenografica di restituire “decine di ambienti diversi, compresi spiagge e yacht di gran lusso” con “pochi oggetti e soprattutto con l’aiuto di tecnologia e videoproiezioni”. Anche qui, l’impianto visivo, sebbene sia funzionale e ben organizzato, non riesce però a trovare il giusto equilibrio e dunque la propria linea originale.
Infine, l’assenza di musica dal vivo pesa sull’energia dello spettacolo. Le canzoni, tra cui la celebre I Wanna Be Loved by You – affidate a basi, o come sottofondo o in playback – non si fondono armoniosamente con l’azione: in alcuni passaggi, soprattutto quando il commento sonoro accompagna i dialoghi, la comprensibilità del testo non è sempre chiara.

La scena finale, tra le più iconiche dell’immaginario legato a A qualcuno piace caldo, rappresenta il momento più discutibile dell’allestimento: la decisione di collocare i protagonisti di profilo, e non centrali e frontali al pubblico, indebolisce il contatto diretto con la platea. La celebre battuta finale, “Nessuno è perfetto”, scivola via senza lasciare il segno, perchè gli attori sono già quasi dietro le quinte.
Un epilogo che, nella scelta di una drammaturgia nuova, doveva essere diretto e teatralmente più potente.
Seppure di fronte ad un cast di professionisti capaci e preparati, lo spettacolo non mi ha entusiasmata e quella volontà di proporre scelte differenti rispetto al film e alle versioni musicali ha creato delle aspettative che, per le nostre connessioni, sono state disattese.
Non prendetelo come un verdetto assoluto: ogni sguardo è personale e inevitabilmente parziale.
Andate a vederlo a teatro e fateci sapere la vostra!
Sarah Pellizzari Rabolini
Scheda dello spettacolo
Dear Friends presenta
Dal 17 al 29 marzo 2026
feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30
sabato 28 marzo ore 15,30 e 20,45
EURIDICE AXEN
GIULIO CORSO GIANLUCA FERRATO
A QUALCUNO PIACE CALDO
di Mario Moretti liberamente tratto dal film di Billy Wilder
con
MARIA ROSARIA CARLI, STEFANIA BARCA, SALVATORE ESPOSITO
ANTONIO TALLURA, FRANCESCO LARUFFA, TEO GUARINI
DAVIDE MONTALBANO, MICHELE DEMARIA
Scene e Regia
GEPPY GLEIJESES
Aiuto regia Roberta Lucca
Costumi Chiara Donato – Proiezioni Luca Condorelli
Elementi scenografici Roberto Crea – Musiche Matteo D’Amico
Light designer Francesco Grieco
Note di Regia
Allestire per il Teatro un titolo così unico e inimitabile è certo un’impresa da far tremare le vene ai polsi. Fortunatamente aver portato al successo una commedia della stessa levatura come “Arsenico e vecchi merletti” con Giulia Lazzarini e Annamaria Guarnieri mi conforta non poco. Ma mentre “Arsenico” si svolge tutto nella gotica villa delle ziette, qui ci troviamo di fronte a decine di ambienti diversi, compresi spiagge e yacht di gran lusso. Ma con pochi oggetti e soprattutto con l’aiuto di tecnologia e videoproiezioni l’impresa non è stata impossibile.
Ho la fortuna di disporre di un cast eccezionale: Euridice Axen, attrice duttilissima e donna bellissima nei panni che furono di Marilyn Monroe, Giulio Corso giovane attore tra i migliori in Italia che ho già diretto in “Testimone d’accusa” (guarda caso un dramma giudiziario già adattato cinematograficamente da Billy Wilder) nel ruolo che fu di Tony Curtis e Gianluca Ferrato, attore da me prediletto, tra i pochi che eccelle nel comico e nel drammatico, che si cimenta con il ricordo di Jack Lemmon. E con loro un nutrito gruppo di caratteriste/i. La commedia che ho messo in scena, libero adattamento della trama del film, fu scritta nel 1987 da Mario Moretti, indimenticato autore italiano e grande organizzatore culturale.E per finire vi rivelerò una curiosità: più di 50 anni fa (ero un ragazzino) ebbi la fortuna di fare la comparsa nel film “Che cosa è successo tra mio padre e tua madre?”. Il regista era Billy Wilder e il protagonista maschile Jack Lemmon! Ovvero i due regali più grandi che il cinema americano ci abbia fatto da quando i fratelli Lumiere hanno inventato il cinematografo. Eravamo in aliscafo tra Napoli e Ischia e naturalmente si giravano delle scene. I due geni erano di una semplicità disarmante, chiacchieravano nelle pause amabilmente con tutti e traspariva dai loro comportamenti un affetto e una serenità senza pari. A un certo punto della traversata si sedettero nella fila di poltrone davanti a me a chiacchierare animatamente. Chiesi, ero molto curioso, al direttore di produzione di cosa stessero parlando, immaginando un dialogo sui massimi sistemi filmici, ed egli candidamente mi rispose: “Stanno decidendo dove andare a mangiare il coniglio all’ischitana…”. Credo sia questo il segreto di un genio: “l’impresa eccezionale è essere normale” (Lucio Dalla)
BIGLIETTI
Prestige € 37,00 – Poltronissima € 34,00 – Poltrona € 26,00 – Poltronissima under 26 anni € 18,00
Per acquisto:
biglietteria del Teatro
online https://www.teatromanzoni.it/acquista-online/?event=3937016
telefonicamente 027636901
circuito Ticketone
PERSONAGGI e INTERPRETI
JOE poi DAFNE Gianluca Ferrato
TONY poi JOSEPHINE Giulio Corso
1° UOMO GARAGE Francesco Laruffa
2° UOMO GARAGE Antonio Tallura
LILY MORRIS Maria Rosaria Carli
GHETTE Salvatore Esposito
CLIENTE – TENENTE CALLAGAN Antonio Tallura
POLIAKOFF Teo Guarini
SUSY Maria Rosaria Carli
ZUCKY KANDISKY detta ZUCCHERO CANDITO Euridice Axen
BIBI Stefania Barca
OSCAR FIELDING Francesco Laruffa
CAMERIERE; FATTORINO Davide Montalbano
PICCOLO BONAPARTE Michele Demaria
BONNIE Stefania Barca
KILLER Davide Montalbano